Siamo abituati a guardare alla nostra alimentazione come l’insieme di pasti che si fanno durante una giornata.

In realtà, ogni volta che mangiamo, siamo diversi da prima del pasto. Tutti i nutrienti che ingeriamo esempio i carboidrati della pasta o del pane o le proteine della carne del formaggio condizionano alcuni valori nel sangue.

Mangiare un piatto di pasta genera un aumento della glicemia e dell’insulina.

Mangiare formaggio genera, invece, un aumento di aminoacidi e acidi grassi nel sangue.

A seconda della composizione dei cibi, quindi, avviene a livello intestinale un assorbimento di molecole nutrienti che condizionano i livelli di glicemia, lipemia, di aminoacidi, minerali, vitamine e molecole capaci di agire e di modulare il nostro DNA.

La ricerca scientifica sta dimostrando, con una grande quantità di evidenze, che lo stato post-prandiale che si verifica dopo il pasto, rappresenta un fattore primario nella comparsa e nello sviluppo delle malattie del generative, come sovrappeso, obesità, diabete mellito di tipo 2, steatosi epatica, ipertensione arteriosa, atereosclerosi.

Con il passare degli anni, infatti, si ha una riduzione della sensibilità dei tessuti e organi corporei all’ormone insulina. Il nostro organismo diventa incapace di controllare le continue oscillazioni di glicemia post-prandiali.

Si creano così le condizioni che possono generare condizioni patologiche invalidanti progressive.

Solo controllando con attenzione, attraverso la composizione dei cibi che portiamo in tavola ogni giorno, le variazioni di glicemia e lipemia, possiamo tenere sotto controllo la secrezione di insulina ed eliminare gli accumuli di massa grassa, scongiurando così sovrappeso e obesità. 

L’attenzione con cui mettiamo a tavola è la primaria forma di prevenzione di cui oggi disponiamo, facciamone tesoro!