La proliferazione batterica intestinale, più comunemente detta SIBO (small intestinal bacterial overgrowth, in inglese), è definita come una crescita eccessiva dei batteri nell’intestino tenue.
Normalmente, la maggior parte dei batteri si trovano nell’intestino crasso, detto anche colon. Invece, a causa di certe condizioni o malattie, può accadere che i batteri del colon proliferino più in alto nel sistema digestivo, fino all’intestino tenue. Questo causa diversi sintomi digestivi: diarrea, gonfiori, gas intestinali, dolori addominali, nausea, dispepsia, stitichezza e anche affaticamento. Questi sintomi non specifici rendono complicata la diagnosi di SIBO, tanto più che assomigliano molto ai sintomi di altre malattie o sindromi gastrointestinali, come la sindrome dell’intestino irritabile (SII).

Il nostro sistema digerente è normalmente abitato da milioni di batteri di diverse specie (ma anche virus e funghi), per lo più localizzati nella sezione finale dell’intestino (nello stomaco e nel duodeno troviamo 102 UFC/ml mentre nel colon la concentrazione arriva a 1014 UFC/ml)
Il microbiota intestinale è il prezioso alleato che ci difende dagli agenti patogeni, stimola il sistema immunitario, fermenta le fibre con la produzione di sostanze protettive per gli enterociti ed è coinvolta nella sintesi di alcune vitamine, ma ha anche effetti sull’attività motoria dell’intestino.
Considerata la molteplicità e l’importanza delle mansioni svolte, è facile immaginare che un’alterazione nella composizione qualitativa e/o quantitativa del microbiota intestinale, ovvero una disbiosi, possa costituire un problema per l’organismo.
La sintomatologia della SIBO può essere comune a molte altre patologie e quindi difficilmente identificabile. I principali sintomi sono:
GONFIORE ADDOMINALE
METEORISMO
DOLORE ADDOMINALE CRONICO
DAIRREA
ALTERNANZA STIPSI/DISSENTERIA

Poiché uno dei meccanismi naturali di difesa per impedire la SIBO è l’adeguata acidità gastrica, coloro che fanno uso di PPI ( inibitori di pompa protonica, più comunemente chiamati “gastroprotettori”) sono colpiti, in misura del 50% circa, da proliferazione batterica anomala.
Il farmaco infatti, riducendo l’acidità gastrica non solo del contenuto ma anche dell’ambiente del primo tratto dell’intestino, può favorire una incontrollata proliferazione di alcune specie batteriche patogene (solitamente anaerobiche).
Anche l’uso di antibiotici, celiachia, intolleranza al lattosio possono creare i presupposti per la SIBO.
Per accertare la presenza della sovra-crescita batterica si utilizzano attualmente metodologie quali in breath test al glucosio e al lattulosio ( viene analizzata la produzione di gas idrogeno/metano da parte dei batteri come conseguenza della fermentazione) .
Terapie naturali e non invasive, impiego di probiotici, prebiotici, una corretta alimentazione e un corretto stile di vita, possono essere affiancati a terapie convenzionali in caso di SIBO accertata e giocare un ruolo fondamentale per la prevenzione!
I nostri amici “fermenti” possono sicuramente venire in nostro soccorso: kefir, kombucha, jun, pane eubiotico. Con un accurato percorso personalizzato è possibile ripopolare con batteri protettivi le sedi intestinali e ritrovare un microbiota intestinale (oggi considerato in base ad ampia letteratura scientifica, un vero e proprio organo!)